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EX e defenestrato cavalca la tigre |
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Scritto da Admin
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Lunedì 09 Gennaio 2012 18:49 |
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Quote rosa contestate Gli «ex» all'attacco
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GHEDI. Una nuova puntata politica dopo il pronunciamento del Tar L'assessore «defenestrato» Perez cavalca la tigre: «Il caso dimostra il pressapochismo della giunta» BRESCIAOGGI 09/01/2012
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C'è una nuova puntata politica della vicenda delle «quote rosa» nella giunta comunale di Ghedi: quote mancanti, in merito alle quali il Tar della Lombardia ha accolto un ricordo e reso illegittime le nomime dei due ultimi assessori. Propio per la mancanza di una rappresentanza femminile nell'esecutivo comunale. Sulla vicenda, infatti, si registra anche l'intervento di Vincenzo Perez, ex assessore ai Servizi alla persona, a suo tempo «defenestrato» dall'attuale sindaco Lorenzo Borzi con un gesto che fece scalpore, dato che l'estromesso era stato il più votato tra i rappresentanti del Pdl. L'ex assessore non si risparmia: «La sentenza del Tar sulle quote rosa è l'ennesima dimostrazione del pressappochismo e dello spregio della legge e dei regolamenti dell'attuale amministrazione. Non si dimentichi per esempio il passo indietro a cui è stato costretto il sindaco sul regolamento per l'assegnazione degli alloggi comunali dopo il ricorso in Tribunale delle opposizioni». Poi Perez chiarisce, a suo giudizio, uno dei motivi di dissenso rispetto alla giunta di centrodestra nella quale era stato eletto insieme a Elena Calvetti, e dalla quale era stato poi allontanato: «Ecco qual'è una delle motivazioni che ha determinato il deterioramento dei rapporti tra il sottoscritto e il sindaco di Ghedi. Ritengo che chi assume l'onere di amministrare una collettività , non importa a quale espressione politica appartenga o faccia riferimento, debba muoversi con grande senso delle istituzioni e con un ineludibile rispetto delle leggi dello Stato. Ritengo inoltre che il diritto di critica sia strumento legittimo e imprescindibile della democrazia, ma chi governa ha il dovere di sapere interpretare e rispettare la legge». Il sindaco aveva ritirato la delega a Perez e alla Calvetti spiegando che era venuto meno il rapporto di fiducia che lo legava alle loro persone. E il loro «licenziamento» avrebbe potuto mettere in crisi la maggioranza; ma il tutto era stato scongiurato quando Borzi aveva affidato la delega a Ferdinando Albino, fino ad allora fedele sostenitore della Calvetti: proprio la nomina, insieme a quella di Matteo Agnari, poi invalidata dalla recente sentenza del Tribunale amministrativo per il mancato rispetto delle norme sulle pari opportunità .
M.MON.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 16:17 |